A pagina 7 è scritto in modo chiaro...
Un’Italia Giusta non avrebbe permesso lo scandalo degli esodati, avrebbe guardato al lavoro ed ai lavoratori. Un’Italia Giusta non avrebbe permesso il degrado della morale pubblica e l’utilizzo personale delle istituzioni, avrebbe tutelato e protetto la moralità e la legalità facendone un principio base del buon governo.
martedì 5 febbraio 2013
Sull'Imu, l'unica proposta credibile e quella del PD
Quella del Pd è l’unica proposta seria, credibile, soprattutto realizzabile sull’Imu, in un contesto in cui i conti pubblici devono reggere la sfida della sostenibilità.
- Alleggerimento dell’Imu sulla prima casa, in particolare per gli italiani che hanno redditi più bassi e per chi paga un’imposta fino a 500 euro.
- Finanziamento di questa agevolazione con un prelievo graduale e progressivo sui grandi patrimoni immobiliari (di fatto a partire da almeno tre milioni di euro di valore commerciale).
-Il Pd ha già proposto in Parlamento di destinare il gettito dell’Imu ai comuni. La proposta non è stata accolta dal governo Monti.
Una proposta formulata prima che il governo Monti varasse il decreto Salva Italia, provvedimento con il quale è stata applicata l’Imu, imposta disegnata e varata dal governo Berlusconi-Maroni-Tremonti nell’ambito del federalismo fiscale.
Clicca sull'immagine per guardare l'intervista di Bersani al Tg3
Berlusconi ieri ha messo l’Imu al centro della sua proposta. Una balla colossale e pericolosa, ma che punta a solleticare i desideri dei suoi elettori, promettendo di restituire in contanti l’Imu versata sulla prima casa nel 2012 e di finanziare questa operazione con un accordo sui capitali italiani esportati in Svizzera. Da un lato avverte i proprietari più abbienti che solo lui penserà a loro. Dall’altro strizza l’occhio agli evasori,lasciando intravedere un altro scudo fiscale per chi ha evaso imposte in quantità industriale ed ha portato i denari in Svizzera.
La verità è che con Berlusconi le tasse sono aumentate. Ecco i numeri. Aiutaci a diffonderli.
Clicca sull'immagine per vedere "Ci scusiamo per l'interruzione"
a presto, la redazionefacebook.com/partitodemocratico.itgiovedì 31 gennaio 2013
Esodati di Parma in assemblea. Cosa dice il candidato PD
Patrizia Maestri, candidata Pd alla Camera, ha incontrato il Coordinamento esodati cittadino. "Urgenti un Fondo dedicato e risorse per gli ammortizzatori sociali fino al 2020"
Un Fondo iniziale da 100 milioni di euro finanziabile di anno in anno, il ripristino delle risorse per gli ammortizzatori sociali fino almeno fino al 2020 e un serio ripensamento del sistema pensionistico.
Sono questi gli elementi sui quali agire per risolvere la vergogna degli "esodati", ovvero quei lavoratori estromessi dal mercato del lavoro e a tutt'oggi privi di tutele.
Impegni che Patrizia Maestri, candidata del Pd di Parma alla Camera dei Deputati, ha ribadito di fronte al Coordinamento provinciale che rappresenta gli esodati di Parma - stimabili tra le 400 e le 500 unità circa - riunitosi alla Camera del Lavoro di Parma per un incontro con diversi candidati al Parlamento. Il Coordinamento è una forma spontanea di soccorso al quale proprio la Maestri, nel corso del suo mandato alla guida della Cgil di Parma, ha voluto dare tutto il suo sostegno.
"Così un deputato può cambiarci la vita"
"Il "caso esodati" rappresenta bene due cose - spiega Patrizia Maestri - : che la gestione esclusivamente ragionieristica, "tecnica" dei conti pubblici produce ripercussioni direttamente sulle tasche dei cittadini, se manca la sensibilità del controllo politico. Inoltre, è evidente che mai come per questa vertenza il ruolo di un parlamentare, preparato e attivo, può fare la differenza per il territorio. Senza l'impegno di deputati come Cesare Damiano - continua la candidata democratica
- non saremmo arrivati alla soluzione del problema per 130mila esodati in tutto il Paese. Ora seguiamo questa strada e rimbocchiamoci le maniche: la prossima Legislatura dovrà mettere mano, prioritariamente, alla situazione di altri 150mila casi almeno, pressando il Governo affinché siano varati alcuni strumenti efficaci".
"Legge Fornero da ripensare"
La candidata del Pd ricorda che la materia si affronta "attraverso nuove riforme del lavoro e delle pensioni. La riforma Fornero non ha previsto nuove risorse per finanziare gli ammortizzatori sociali (in particolare l'istituto della mobilità). Una lacuna che va colmata trovando i denari necessari da qui al 2020. Sul versante pensionistico, il futuro Governo del centrosinistra dovrà differenziare l'età pensionabile in base all'attività lavorativa effettivamente svolta".
Sulla base di queste premesse, occorre "un Fondo non assistenziale alimentato con un versamento iniziale di 100 milioni di euro, prevedendo, in caso di necessità, un raffreddamento dell'indicizzazione automatica delle pensioni superiori ai 3mila euro (lordi) mensili. Ovvero l'importo pari a sei volte il minimo pensionistico erogato". La Maestri è certa che "il Fondo rappresenta uno strumento elastico, molto ben gestibile anno per anno, fino alla soluzione del problema degli esodati".
"Sono lontana, per formazione e storia personale, dalla tentazione della promessa facile - chiosa Patrizia Maestri - , per questo voglio evidenziare che per gli esodati non c'è più spazio per l'improvvisazione: Bersani e il Pd hanno messo a disposizione del Paese serietà e competenze credibili. Chiedo ai cittadini di dare fiducia al nostro progetto di governo, col voto del 24 e 25 febbraio".
Un Fondo iniziale da 100 milioni di euro finanziabile di anno in anno, il ripristino delle risorse per gli ammortizzatori sociali fino almeno fino al 2020 e un serio ripensamento del sistema pensionistico.
Sono questi gli elementi sui quali agire per risolvere la vergogna degli "esodati", ovvero quei lavoratori estromessi dal mercato del lavoro e a tutt'oggi privi di tutele.
Impegni che Patrizia Maestri, candidata del Pd di Parma alla Camera dei Deputati, ha ribadito di fronte al Coordinamento provinciale che rappresenta gli esodati di Parma - stimabili tra le 400 e le 500 unità circa - riunitosi alla Camera del Lavoro di Parma per un incontro con diversi candidati al Parlamento. Il Coordinamento è una forma spontanea di soccorso al quale proprio la Maestri, nel corso del suo mandato alla guida della Cgil di Parma, ha voluto dare tutto il suo sostegno.
"Così un deputato può cambiarci la vita"
"Il "caso esodati" rappresenta bene due cose - spiega Patrizia Maestri - : che la gestione esclusivamente ragionieristica, "tecnica" dei conti pubblici produce ripercussioni direttamente sulle tasche dei cittadini, se manca la sensibilità del controllo politico. Inoltre, è evidente che mai come per questa vertenza il ruolo di un parlamentare, preparato e attivo, può fare la differenza per il territorio. Senza l'impegno di deputati come Cesare Damiano - continua la candidata democratica
"Legge Fornero da ripensare"
La candidata del Pd ricorda che la materia si affronta "attraverso nuove riforme del lavoro e delle pensioni. La riforma Fornero non ha previsto nuove risorse per finanziare gli ammortizzatori sociali (in particolare l'istituto della mobilità). Una lacuna che va colmata trovando i denari necessari da qui al 2020. Sul versante pensionistico, il futuro Governo del centrosinistra dovrà differenziare l'età pensionabile in base all'attività lavorativa effettivamente svolta".
Sulla base di queste premesse, occorre "un Fondo non assistenziale alimentato con un versamento iniziale di 100 milioni di euro, prevedendo, in caso di necessità, un raffreddamento dell'indicizzazione automatica delle pensioni superiori ai 3mila euro (lordi) mensili. Ovvero l'importo pari a sei volte il minimo pensionistico erogato". La Maestri è certa che "il Fondo rappresenta uno strumento elastico, molto ben gestibile anno per anno, fino alla soluzione del problema degli esodati".
"Sono lontana, per formazione e storia personale, dalla tentazione della promessa facile - chiosa Patrizia Maestri - , per questo voglio evidenziare che per gli esodati non c'è più spazio per l'improvvisazione: Bersani e il Pd hanno messo a disposizione del Paese serietà e competenze credibili. Chiedo ai cittadini di dare fiducia al nostro progetto di governo, col voto del 24 e 25 febbraio".
(30 gennaio 2013)
mercoledì 30 gennaio 2013
lunedì 28 gennaio 2013
Bersani risponde subito alla lettera della Rete esodati
Esodati: la nostra lettera ai candidati premier in un tweet
28 gennaio 2013
La Rete degli Esodati, che raccoglie tante realtà associative rappresentative dei diversi settori della categoria, ci invia una lettera firmata ai candidati Premier. La twitteremo ad ognuno dei candidati in attesa di una risposta, e vi invitiamo a fare lo stesso con l’hashtag #letteraesodati. Intanto Mentre il ministro Fornero afferma che entro il 5 febbraio arriveranno le prime lettere di salvaguardia ai primi 65.000 ricordiamo i numeri veri: su 314.576 stimati dalla Ragioneria di Stato ad oggi non sono salvaguardati in 250.000.
LETTERA DELLA RETE DEGLI ESODATI AI CANDIDATI PREMIER
Claudio Ardizio, Alessandro Costa, Claudio Nigro, Francesco Flore, Marta Pirozzi, Segreteria Comitato, Enzo Cozzolini, Alberto Maddeo, Emilio De Martino, Evelinja Rossetto, Antonio Perna, Marcello Luca, Claudio Bernardini, Angelo Moiraghi. (La Rete degli esodati)Ai candidati premier e capi delle coalizioni:Siamo la Rete dei Comitati degli Esodati, Mobilitati, Titolari di fondi di settore, Contributori volontari, Licenziati, Quindicenni, Donne ESMOL, forte della lotta portata avanti in quest’ultimo anno per risolvere definitivamente il dramma di quanti sono stati ingiustamente colpiti nelle loro possibilità di sopravvivenza dall’ultima Riforma delle Pensioni e ci rivolgiamo a Lei certi che saprà prestare la massima attenzione alle nostre richieste.Una riforma iniqua ed ingiusta della quale il nostro sistema previdenziale (a detta dei maggiori esperti) non aveva alcun bisogno, ed attuata con l’unico obbiettivo di “fare cassa” alle spalle dei pensionati e dei pensionandi.Una riforma che, a nostro avviso, andrebbe urgentemente abrogata perché ha provocato gravissime ingiustizie sociali ed una emergenza sociale quale quella dei così detti “esodati”.Questa legislatura si chiude avendo mostrato l’incapacità da parte del mondo politico di risolvere tale emergenza adottando i necessari interventi correttivi, a distanza di oltre un anno dalla L.214/2011 e nonostante la generale ammissione degli imperdonabili errori della Riforma e dell’urgenza di intervento per sanare la devastante situazione che colpisce oltre 390.000 soggetti (fonte INPS).Ci sembra superfluo descrivere ulteriormente la problematica degli esodati. Le ricordiamo solamente che alla numerosissima platea degli esodati dovranno essere aggiunti anche coloro che sono stati licenziati o la cui azienda è fallita ed i cosiddetti quindicenni (soggetti per i quali valevano, per la pensione di vecchiaia, le deroghe della L.503/92), o con altre situazioni similari.Finora le correzioni per la salvaguardia hanno riguardato meno di un terzo dei soggetti: solo 130.000.Vogliamo perciò qui ricordare e prendere a riferimento, come base per un percorso di miglioramento, l’ultimo tentativo serio di soluzione fatto in Parlamento, anche a seguito del confronto con la Rete, ma che purtroppo non è stato possibile completare con tutte le salvaguardie necessarie né portare alla luce per assenza di volontà politica e con il falso alibi della mancanza di copertura finanziaria: la proposta di legge 5103, già discussa e condivisa all’unanimità dalla Commissione Lavoro della Camera, che ora va integrata con le nostre proposte in allegato, tese a risolvere adeguatamente il problema.Vogliamo farvi riflettere sul numero impressionante dei cittadini italiani coinvolti e travolti nelle loro vite; basti pensare che ad ognuno dei soggetti colpiti corrisponde una famiglia privata di sicurezza economica per numerosi anni: parliamo quindi di oltre un milione di persone, ripetiamo, cittadini dello Stato Italiano che tra poco dovranno esprimere il loro voto e riporre fiducia nei rappresentanti che stanno per scegliere.E’ ovvio che tale scelta sarà indirizzata verso coloro che esprimeranno in modo chiaro ed esaustivo la loro volontà di risolvere il problema di coloro che prossimi alla pensione si sono visti ingiustamente colpiti non con una riforma ma con una ennesima tassa a loro carico.Ed in questo novero includiamo anche le ingiuste penalizzazioni/tassazioni realizzate con le leggi 122/10, 111/11 e 148/11 che dovranno essere anche loro corrette.Noi insieme a tutti costoro ci attendiamo che la Sua coalizione espliciti ufficialmente e con chiarezza la propria posizione rispetto al nostro dramma e le soluzioni immediate che intende adottare per farlo cessare!Non possiamo accettare e non accetteremo atteggiamenti non chiari o temporeggiatori che invece leggeremo come presa di posizione a nostro danno, con le ovvie conseguenze.Chiediamo perciò che nel programma di governo, ove si affrontino i temi del lavoro e della giustizia sociale, vi sia una voce, distinta e specifica con l’impegno a risolvere in modo definitivo il problema dei non salvaguardati nei primi 100 giorni di attività politica.Ci aspettiamo che siano ripristinati il patto di sicurezza sociale Stato-cittadino e l’uguaglianza dei cittadini davanti alla Legge, riformulando in modo più giusto ed equo l’impianto della riforma, rivedendo in senso più graduale nel tempo l’entrata in vigore delle nuove norme pensionistiche e garantendo in ogni caso quanto segue:
per tutti i mobilitati, titolari di fondi speciali di settore ed esodati debbono valere le norme in vigore all’atto della sottoscrizione dei relativi accordi sindacali o individuali. va eliminata ogni limitazione derivante da eventuali periodi lavorativi svolti nonché dalla necessità di aver già effettuato versamenti volontari. vanno estesi gli stessi principi e regole indicati ai punti precedenti anche ai licenziati/disoccupati prossimi alla pensione. vanno estese le salvaguardie per le persone che avevano maturato il diritto alla pensione di vecchiaia in base alle deroghe sancite dalla L.503/92.Alleghiamo un documento della Rete che illustra le specificità delle diverse situazioni reali e le richieste per la loro soluzione, confidando che Lei e la Sua Coalizione vorrete inserirle nel programma e a non lasciare senza voce e irrisolto il dramma di più di un milione di Cittadini!!In attesa di un chiaro e formale riscontro, Le porgiamo i nostri saluti.
sabato 26 gennaio 2013
Bersani: "si riparte da ammortizzatori ed esodati"
Bersani: "D'accordo con l'analisi Cgil. Ora si riparte da ammortizzatori ed esodati"
Roma - (Adnkronos) - Il leader del centrosinistra interviene alla Conferenza della Cgil: "Nei prossimi mesi ci sarà un disagio profondo, popolare, cui bisogna dare soccorso". E avverte: "Le forze sociali non sono mai controparte di un governo, cercare l'accordo fino in fondo ti fa sbagliare di meno". Vendola: "Il nodo lavoro-democrazia è insuperabile, se non si offre buona occupazione la democrazia è sconfitta"
mercoledì 23 gennaio 2013
Bersani: voglio sentire tutti pronunciare la parola ESODATI
Esodati e lavoro, Bersani replica a Monti: «Non accetto lezioni da chi ha creato il problema»
«È arrivato il momento di guardare in faccia la gente. Non accetto di vedermi fare le pulci da chi non pronuncia nemmeno la parola "esodati", non pronuncia la parola del fenomeno che ha creato».E ancora: «Non mi faccio fare le pulci da chi ha creato i problemi: voglio sentire tutti pronunciare la parola esodati». Non usa giri di parole il candidato premier Pd, Pier Luigi Bersani, che ad Albano Laziale, davanti ad una platea di volontari del Terzo settore, replica in maniera inequivocabile alle parole di ieri del premier uscente Mario Monti, critico sul "tasso di riformismo" del Pd.
Un attacco gratuito, secondo Bersani: «Finché il Pd era nel governo andava tutto bene, ora pare che tutto quello che il Pd fa sia tutto sbagliato». Ma le Politiche di febbraio cambieranno lo scenario, promette, perché «né il miliardario né il tecnico potranno risolvere la gravissima questione sociale che il Paese sta affrontando». La sua agenda, spiega, è già definita: «Se toccherà a me andare a Palazzo Chigi, nella famosa Sala Verde della concertazione non entreranno solo sindacati e Confindustria, ma anche il mondo del volontariato, del terzo settore e del privato sociale per dire al Paese quali sono i bisogni reali della gente».
«È arrivato il momento di guardare in faccia la gente. Non accetto di vedermi fare le pulci da chi non pronuncia nemmeno la parola "esodati", non pronuncia la parola del fenomeno che ha creato».E ancora: «Non mi faccio fare le pulci da chi ha creato i problemi: voglio sentire tutti pronunciare la parola esodati». Non usa giri di parole il candidato premier Pd, Pier Luigi Bersani, che ad Albano Laziale, davanti ad una platea di volontari del Terzo settore, replica in maniera inequivocabile alle parole di ieri del premier uscente Mario Monti, critico sul "tasso di riformismo" del Pd.
Un attacco gratuito, secondo Bersani: «Finché il Pd era nel governo andava tutto bene, ora pare che tutto quello che il Pd fa sia tutto sbagliato». Ma le Politiche di febbraio cambieranno lo scenario, promette, perché «né il miliardario né il tecnico potranno risolvere la gravissima questione sociale che il Paese sta affrontando». La sua agenda, spiega, è già definita: «Se toccherà a me andare a Palazzo Chigi, nella famosa Sala Verde della concertazione non entreranno solo sindacati e Confindustria, ma anche il mondo del volontariato, del terzo settore e del privato sociale per dire al Paese quali sono i bisogni reali della gente».
Iscriviti a:
Post (Atom)




