martedì 22 gennaio 2013

Esodati per l’Italia Giusta: le ragioni di una scelta


Abbiamo l'occasione di vincere: evitiamo di farci mettere fuorigioco

Esodati per l’Italia Giusta: le ragioni di una scelta

Il 24 e 25 febbraio si svolgeranno le elezioni politiche per scegliere il governo che guiderà il nostro Paese nei prossimi 5 anni. Dovrà essere una legislatura impegnata a riscrivere alcuni capisaldi della vita civile. La scuola, la giustizia, la politica, i meccanismi per scegliere il governo, la moralità della vita pubblica e così via saranno i temi sui quali i cittadini misureranno il nuovo governo. Ma la legislatura prossima dovrà essere soprattutto quella che rimette al centro della scena il lavoro e l’economia reale.

Noi che abbiamo fatto a suo tempo una scelta di campo vorremmo spiegarne le ragioni, ma prima vorremmo spiegare la nostra posizione su una proposta che pure veniva dal mondo degli esodati, cioè  quella della presenza o meno di rappresentanti nelle liste degli schieramenti che si presentano alle elezioni.

Abbiamo detto di no, non siamo stati d’accordo a presentare un candidato alle primarie dei progressisti, non siamo d’accordo sulla presenza di esodati che si presentassero come tali in qualsiasi altra lista.

     La manovra pensionistica del governo Monti ha creato il buco sociale degli esodati.
Gli esodati si sono cercati e trovati, hanno organizzato iniziative ed assediato i media fino a che non è stato chiaro a tutti che la loro situazione era uno scandalo per la democrazia. Tuttavia, quello degli esodati è un movimento “a scadenza” che terminerà con la risoluzione del problema, non esprime una posizione della società civile che traguarda al futuro e dà indicazioni comportamentali sui temi sociali. Esprime invece il grandissimo disagio sociale prodotto dalla manovra pensionistica rappresentandone il punto più alto ed evidente.

Il movimento degli esodati non ha bisogno di una “testimonianza” parlamentare.
Troppe volte, nelle politica di questo paese, si è assistito all’utilizzo di rappresentanti del disagio sociale al solo scopo di prendere un po’ di voti in più. Perciò preferiamo non dare spazio ad interpretazioni facilmente strumentalizzabili del nostro movimento.

     Gli esodati hanno bisogno di una coalizione che possa governare e quindi  abbia i numeri per governare e che abbia nel suo programma ed orizzonte politico la soluzione del problema per tutti gli esodati. Diverse liste dicono che abrogheranno la manovra Fornero ma nello stesso tempo sono sicure di non poter governare. Questo fornisce un alibi comodo ai futuri eletti di queste liste: “Volevo farlo ma non sono al governo”. Noi abbiamo bisogno, invece, che il problema sia risolto perché altrimenti resteremo senza reddito, futuri poveri.

Nel corso del 2012 abbiamo cercato di dialogare con tutti i partiti. Alcuni (PDL, UDC, FLI, Lega), tranne che per l’impegno di singoli parlamentari, non hanno lavorato per noi; altri (IDV) hanno detto che si poteva fare “l’emendamento salva tutti” ma non lo hanno fatto (anche qui addossandone la responsabilità a chi pensava che la strada della risoluzione fosse più complessa – l’alibi che sono pronti a tirare fuori quando, non potendo governare, non riusciranno ad abrogare la manovra Fornero).

Il PD è stato l’unico partito che ci ha proposto una soluzione del problema per tappe  e l’ha portata avanti. Il segretario Bersani, oggi candidato premier della coalizione progressista, ha preso l’impegno con gli esodati di risolvere la questione. Noi gli crediamo e gli daremo fiducia non solo perché fino ad oggi l’impegno è stato mantenuto ma anche e soprattutto perché c’è stata una evoluzione nella linea del PD sulla manovra delle pensioni.

Tutti sappiamo che  questa è stata approvata anche con il voto determinante del PD e sappiamo che a dicembre 2011 nel PD non era chiaramente individuata e forte una posizione che mirasse alla soluzione del problema esodati ed alla correzione della manovra Fornero. Poi c’è stata discussione nel PD, c’è stata battaglia di idee e si è affermata una linea chiara che ha nel suo orizzonte la soluzione del problema esodati e la correzione della manovra Fornero introducendo criteri di gradualità. L’epilogo più evidente di questa lotta di idee è stata la scelta del senatore Ichino e di alcuni altri di abbandonare il PD.

Perciò noi appoggiamo la coalizione dei progressisti perché è fatta da partiti che sanno discutere e cambiare ed è questa la nostra garanzia più grande. I partiti o movimenti personalistici non discutono, hanno un capo o più capi che decidono (le liste, le posizioni ecc), non ci danno garanzie. Continueremo a sostenere la posizione del PD, che ha avuto come suoi più chiari esponenti Damiano, Gnecchi e Codurelli, perché solo con la sua affermazione avremo la certezza che il nostro problema sarà risolto: la battaglia delle idee si fa anche non essendo iscritti ad un partito ma appoggiando pubblicamente – come abbiamo fatto – la posizione ritenuta giusta. Ed oggi sostenere quella posizione vuol dire battersi perché alle elezioni del 24 e 25 febbraio la coalizione progressista esca vittoriosa.

Roma, 22/01/2013                                  Per aderire scrivi a: esodati.italiagiusta@libero.it
indicando nome, cognome, esodato (tipologia), città
 
  1. Emilio De Martino - esodato Poste - Roma
  2. Anna Ghigi - esodata Poste - Roma
  3. Daniele Martella - esodato ENI - Roma
  4. Ricardo Arturo Letizia-contributore volontario - Roma
  5. Laura Dessupoin - disoccupata dopo tre anni di mobilità ora contributore volontario - Roma
  6. Gaetano Settembre - esodato Poste - Napoli
  7. Luigi Pietro Cesareo - Cessato/Licenziato per fallimento il 31/12/2009 da azienda orafa Brasolin Milano - Dal 2011 contributore volontario. Quota 2080 nel 2016: NON salvaguardato (paletto 2014 per i contributori volontari) - Vermezzo (MI).
  8. Rosanna Lerario - esodata Poste -Taranto
  9. Beppe Zani - esodato Poste -Brescia
  10. Marisa Buldrini - esodata Poste -Roma
  11. Maria Grazia Romano - esodata IBM- Roma
  12. Giuliano Colaci - esodato Poste - Roma
  13. Claudio Zaglio - esodato Poste - Sarezzo (BS)
  14. Angela Cavallo - esodata Poste - Roma.
  15. Marina Marcantonio - esodata Poste - Trento
  16. Gianfranco Impoco - dirigente Poste esodato NON salvaguardato per 9 giorni - Roma
  17. Nicola Schiattarella - esodo per accordo individuale - Napoli
  18. Maria Di Carlo - esodata Poste - Roma
  19. Anna Aloisio - esodata ENEL, accordo individuale ex art. 410-411 - Napoli
  20. Antonino Femminò - dirigente Poste esodato con accordo individuale - Roma
  21. Luciano Palleschi - esodato Poste - Erba (CO)
  22. Maria Luisa Bonino - esodata Poste - Roma
  23. Maria Cristina Salzano - esodata poste - potenziale salvaguardata tra i 65.000 - Cremona
  24. Giovanni Maina- esodato: non salvaguardato dai decreti per i 65-55-10.000; maturerei i 40 anni di contributi nel 2014, due mesi dopo il termine della mobilità attuale - Avigliana (To)
  25. Matteo La Torre- esodato Poste - Manfredonia (FG)
  26. Teresa Vitale - esodata Poste. Avrei maturato la pensione a marzo 2014, con percezione a marzo 2015. Attualmente fuori da ogni salvaguardia - Maratea (PZ).
  27. Nina Paris - esodata Poste - salvaguardata da legge stabilità (?!?) Mira (VE)
  28. Milena Rosica - esodata - Roma
  29. Stefania Snaider - esodata in Esonero dal servizio art 72 L. 133/08 (lettera E del decreto Fornero 950 posti) - Roma
  30. Guido Mannino - esodato autorizzato contrib. Volont., ma senza versamenti effettuati, avendo 36 anni di anzianità e quota 96 a Sett. 2012 - Bergamo
  31. Giuseppe Librino esodato  TELECOM ITALIA Salvaguardato tra i 55.000 (?) - Palermo
  32. Andrea Siani - esodato ex IVECO in mobilità per 36 mesi dall’aprile 2012. Avrei maturato la pensione ad agosto 2015, ci andrò nel 2017, con più di 66 anni d’età. Brescia
  33. Massimo Bossi – esodato forse salvaguardato tra i 55.000 - Chignolo Po (PV)
  34. Mambrini Massimo - Accordo Individuale presso Tribunale Civile di Roma - Roma
  35. Francesco Di Fine - Accordo Individuale, Versamenti Volontari - Roma
  36. Silvana Pelosi - esodata Mobilità ordinaria - Roma
  37. Sergio Ceccarelli - esodato Poste - Ceprano (FR)
  38. Salvatore Paolucci - esodato accordo individuale ENEL - Napoli
  39. Giuseppe Gerundino - esodato Poste - Montalto Uffugo (CS)
  40. Paolo Salvadori - esodato in CIGS. Probabile salvaguardia 55.000 - Milano
  41. Anna Pieraccini - esodata come “QUINDICENNE”! - Follonica (GR)
  42. Maria Luisa Fusato - esodata Poste - Roma
  43. Roberto Reali - esodato Poste - Roma
  44. Michele Costantino - Esodato Poste - Bari
  45. Caiazzo Salvatore - in Mobilità e NON salvaguardato. Requisito per pensione era il 1/07/2015. Adesso? - Napoli
  46. Martina Marini – esodata Stock srl. ( industria liquori ) - Trieste
  47. Vincenzo Giacca - esodato Poste dal 2010 - Napoli
  48. Rosario Previtali - esodato Poste - Bergamo
  49. Maria Liuni - esodata Poste - Bari
  50. Alfio Cangemi - esodato Poste - Torrenova (Me)
  51. Marina Zadel - esodata a seguito di cessazione per accordi individuali/collettivi automatica (AIA) - Trieste
  52. Antonio Polimene - esodato con accordo individuale (2009), contributore volontario autorizzato ma senza versamenti, riassunto in altra azienda (2010) e licenziato (2012), 39 anni di contributi -(Roma)
  53. Giuseppe De Feo - esodato IBM, quota 96 nel 2012 - Milano
  54. Rosa De Giorgi - esodata Poste – Bari
  55. Saverio Michele Calorio - esodato IBM non salvaguardato - Monleale (AL)
  56. Giuseppe Esposito - in Mobilita e Non salvaguardato - Napoli
  57. Gaetano Paciocco - esodato ENEL con accordo individuale il 31/01/2010 - Napoli
  58. Paolo Paletti - esodato IBM - Roma
  59. Luigi Costanzo - esodato IBM - Chivasso (TO)
  60. Sandro Faraoni - esodato Poste - Roma
  61. Natale Beretta - esodato IBM - Varese
  62. Sergio Conti - esodato e contributore volontario - Sesto Fiorentino (FI)
  63. Antonio Lambertini - esodato su accordo individuale. Quota 96 a Dicembre 2012 . In attesa salvaguardia (55.000) - San Donato Milanese (MI)
  64. Ugo Sannino - esodato accordo individuale - Napoli
  65. Maurizio Marchesini - esodato metalmeccanico in mobilità ordinaria - Brescia
  66. Sandra Nardone - esodata Poste - Roma
  67. Gian Guido Tozzi - esodato IBM - Alessandria
  68. Piero Pistolesi - esodato settore credito - Roma
  69. Gabriele Casiraghi - Accordo Individuale e Versamenti Volontari - Lissone (MB)
  70. Enrico Meroni - esodato IBM con accordo individuale. NON salvaguardato - Concorezzo (MB)
  71. Angelo Pace - contributore volontario ex ENEL potenzialmente salvaguardato nei 55.000 - Avigliano (PZ)
  72. Anna Nuzzi - esodata Poste - Nepi (VT)
  73. Francesco Abate - esodato Poste- Roma
  74. Anna Agostoni - esodata IBM, accordo individuale + contributi volontari - Carnate (MB)
  75.  Walter Roberto Burini - esodato IBM esodato IBM , accordo individuale. Versato 18 mesi di Contributi volontari - Melzo (MI)
  76. Enzo Bonalume - esodato IBM - Vimercate (MB)
  77. Giuseppe Roberto Piccoli - esodato IBM NON salvaguardato anche se sarebbe meglio dire derubato della pensione e dei suoi dritti dallo stato Italiano a 60 anni di età con 40 anni di contributi versati. L'ultima speranza e' Bersani e la sua voglia di giustizia - Milano
  78. Romeo Bolzonella - esodato IBM Potenziale salvaguardato in attesa lista 65000. Contributore volontario dal 2010. Cessato con accordo dimissioni incentivate nel 2010 - Como
  79. Danilo Beriotto - esodato IBM con accordo individuale e Versamenti vcolontari. NON salvaguardato – Milano
  80. Ezio Intropido - esodato IBM - Milano
  81. Paolo Cammarata - esodato IBM - Pavia
  82. Elisabet De Filippis - esodata IBM - 40 anni di contributi Avrei maturato la pensione a gennaio 2012, con percezione a marzo 2013. Attualmente fuori da ogni salvaguardia - Bergamo
  83. Paolo Dalle Mura - esodato Poste - Camaiore (LU)
  84. Guido Alessio Marzolla - esodato IBM - classe 1952 - contributi volontari pagati nel 2010 e nel 2011 - NON salvaguardato perché in aspettativa non retribuita fino alla data delle dimissioni pattuite (dic 2012) - Monte San Pietro (BO)
  85. Mariolina Palmieri - esodata Poste - Roma
  86. Anna Teresa Roatti - esodato Poste - Bresso (MI)
  87. Marina Valdinoci - esodata Poste - Roma
  88. Aldo Arruzzo-- esodato Poste --Taranto
  89. Carlo Barchiesi - esodato Telecom Italia - Roma
  90. Carmela Genua -  esodata Poste - Palmi (RC)
  91. Maria Silveri - esodata Poste - Roma
  92. Silvio De Natale - 1953 esodato contributore volontario non salvaguardato - Udine
  93. Angela Cavallo - esodata Poste - Roma
  94. Antonio Rulli - esodato Poste - Roma
  95. Maurizio Riccioni - esodato Poste - Roma
  96. Enrico Iavarone - esodato Poste - Latina
  97. Luigi Livi - esodato Poste salvaguardato Potenziale beneficiario contributore volontario - Pesaro
  98. Luigi Franchi - esodato con accordo individuale, probabile salvaguardia 55000 - Gallarate (VA)
  99. Angelo Nanni - esodato con accordo individuale e contributore volontario - Pescara
  100. Patrizia Brogi - esodata Poste 2010 contributore volontario - Roma    
  101. Claudio Bernardini - esodato ex lavoratore della Sidel, delegato FIOM-CGIL - coordinatore del comitato esodati - Parma
  102. Elio Spreafico - esodato IBM - Bergamo
  103. Alfredo Giallombardo - esodato IBM - Monterotondo (Rm)
  104. Francesco Sarzana - esortato IBM - Lodi 
  105. Francesco Rossi - esodato IBM - Milano
  106. Massimo Sacco - classe 1952, esodato IBM con accordo individuale di aprile 2011, messo in aspettativa non retribuita e non contribuita - Milano  
  107. Jean Baptiste Ernandez - ex IBM - esodato con accordo individuale, probabile salvaguardia 55000 ? - Torino
  108. Maurizio Tosoni - esodato IBM - Trento 
  109. Giovanni Levi - esodato IBM - Bergamo 
  110. Roberto Barbon - esodato IBM - Torino 
  111. Stefano Brusadelli - esodato IBM - Lecco 
  112.  Roberto Barletta – esodato, accordo individuale, autorizzato contrib. Volont., versamenti effettuati, 37 anni di anzianità e quota 96 a Luglio. 2012 , ha lavorato come cocopro - Milano
  113. Angelo Volante esodato di Poste Italiane con accordo individuale - Autorizzato ai versamenti volontari. Possibile salvaguardato tra i 65.000 - Cisterna di Latina
  114. Marianna Loi - esodata Poste - Roma
  115. Alessandro Costa - esodato ex Telecom Italia - Bologna
  116. Romano Bonetti - esodato Telecom Italia - Trieste
  117. Camillo Capone - esodato Enel - Napoli
  118. Sandro Conti - esodato accordo individuale - Torino. Condivido solo in parte quanto scritto ma PD-SEL rappresentano al momento la scelta oggettivamente più concreta per la risoluzione del nostro problema e per un più corretto ed equo approccio alle diverse problematiche che travagliano il mondo. Ho sempre votato a sinistra e questa volta ho anche un motivo personale in più per farlo nuovamente.
  119. Giuseppe Bordello - esodato Oracle - Torino
  120. Vincenzina Rusciano - ex dipendente Enel servizi - Napoli
  121. Ciro Rubino - Dirigente esodato Poste Italiane non salvaguardato per 9 giorni per il paletto decorrenza che maturo al 31 dic. 2014 - Unità per darci forza - Palermo
  122. Vittorio Mannone - Dirigente Trenitalia - Esodato secondo punto g della modulistica - Palermo
  123. Raffaella Patratti - esodata Accordi Individuali - San lazzaro di Savena Bologna
  124. Dionigio Franchi - esodato Accordo Individuale - Verona
  125. Alberto  Saroldi - esodato Telecom Italia con accordo individuale - Torino
  126. Bruna Cacciapuoti - Dirigente baby-esodata Poste con accordo individuale - Roma
  127. Giovanni Baudone - esodato Poste - Seravezza (LU)
  128. Maria Teresa Zefelippo -  esodata  FS - Roma
  129. Germano Mignani - contributore volontario ed esodato - Bologna
  130. Massimo Magistrelli - Accordo Individuale, uscita dall'azienda Telecom Italia il 30 dicembre 2010, co quota 97, Contributore Volontario - Milano
  131. Onorina Casalegno - Esodata, Contributore Volontario, maturati 40 anni di contributi a Marzo 2012, in attesa di sapere se/quando avrò la pensione - Rivalba (TO)
  132. Paola Christillin - esodata Telecom Italia con accordo individuale - Ivrea (TO)
  133. Romualdo Quaglia - dirigente di azienda, contributore volontario non salvaguardato per aver rilavorato con contratto a termine, maturato quota 96 a Giugno 2012 - Fabriano (AN)
  134. Giorgio Casartelli - accordo individuale Maggio 2011, Cessato a Gen 2012 con quota 99 - Como
  135. Paolo Zotta - esodato Accordo Individuale, Contributore Volontario - Caldogno (VI)
  136. Guido Emilio Sansottera - esodato italtel - Milano
  137. Carmelo Cardinale - esodato FS - Palermo
  138. Luigina Cicoira - esodata Poste - Roma
  139. Cherubina Habetswallner - esodata Telecom Italia - Napoli
  140. Roberto Antonini - esodatoCarrefour - Torino
  141. Luigi Lacchini - Licenziato/Mobilitato Unilever - Lodi
  142. Enzo Paolo Nardini - esodato Poste - Forgaria Nel Friuli (UD)
  143. Antonino Conti Nibali - esodato FS, accordo individuale, contributore volontario -  Messina
  144. Pasqualino Menei - Dirigente esodato, accordo individuale, Eni - Palermo
  145. Teresa Cirigliano - cessazione 31/08/2011 - Accordo individuale - Torino
  146. Maria Grazia Rao - esodata ex Iveco - Brescia
  147. Paolo Malerba - esodato Poste - Brescia
  148. Gaetano Decorato - esodato Cat. a) - mobilità ordinaria - Milano
  149. Francesco Scognamiglio - esodato Enel - Napoli
  150. Pietro R. Stefanelli - esodato , accordo individuale, contributore volontario - Caserta
  151. Vincenzo Di Matteo - Dirigente FS esodato, accordo individuale, contribuente volontari  - Palermo
  152. Sergio Conti - esodato ex AstraZeneca (farmaceutica), contributore volontario - Sesto Fiorentino (FI)
  153. Italo Medri - esodato Poste - Forli
  154. Anna Mastrolilli - esodata Poste  - Roma
  155. Adele Bono - esodata Poste - Brescia
  156. Corrado Martuscelli - esodato ex Mywave Electronics dal 2010, in attesa di salvaguardia nei 65.000 - Cosenza
  157. Moreno Morettoni - accordo individuale e contributore volontario - Roma
  158. Elisabetta Madonna - esodata Poste - Catanzaro
  159. Giovanna Di Fabio - esodata Poste - Martinsicuro (TE)
  160. Maria Campoverde - esodata per accordo individuale - L'Aquila
  161. Antonio Forte - esodato Poste - Napoli
  162. Lucia Putaggio - esodata Poste - Milano
  163. Anna Saggese - esodata Enel - Napoli
  164. Margherita Proietti - esodata Poste - Ancona
  165. Milena Rosica - esodata Poste - Roma
  166. Marco Magri - esodato bancario - Lodi
  167. Susanna Rauber classe 1954, 31 anni di contributi, esodata per accordo individuale dal 2008. Già da 4 anni senza pensione/ reddito. Se non sarò salvaguardata dovrò aspettare almeno altri 10 anni - Roma
  168. Vivetta Rolla - esodata Poste - Carpi (MO)
  169. Rita Maccioni 1953 - esodata su accordo individuale al 31 12 2010 - non salvaguardata ex Enel - Oristano
  170. Antonio Senatore - esodato Enel - Napoli
  171. Laura Dragoni - esodata Telecom Italia, accordo individuale - Roma
  172. Mario Massazza - esodato accordo individuale, contributore volontario - Pino Torinese (TO)
  173. Maria Regina Bortolato - esodata Telecom con accordo individuale - Roma
  174. Cesare Silipo - esodato ENEL, accordo individuale sottoscritto in Assolombarda il 30/12/2010 - Rientro nella decorrenza ma bloccato dal paletto Fornero “non aver avuto altra occupazione”, ho percepito nel 2011 un compenso di 1200 euro (lordi) - Milano
  175. Salvatore Ripoli - esodato Poste - Trebisacce (CS)
  176. Piera Bertoncelli - esodata Poste - Novara
  177. Bernardino Seimandi - esodato ENEL - Cuneo (CN)
  178. Marina Chialastri - esodata Poste - Roma
  179. Silvana Arena - esodata Poste - Roma
  180. Marco Masciocchi - esodato Poste - Roma
  181. Angela Maria Perciato - esodata Poste - Roma
  182. Antonio Perna - Componente della rete dei comitati, responsabile del comitato mobilitati esodati di Milano, e responsabile dello sportello della camera del lavoro - esodati, mobilitati versatori volontari e licenziati - Milano
  183. Angelo Moiraghi - Mobilitato che non perfeziona il requisito pensionistico entro il periodo di fruizione della mobilità - Milano
  184. Riccardo Verde – Esodato ENEL con accordo individuale e Contributore Volontario NON salvaguardato. (40 anni di contributi a Novembre 2014) - Bari
  185. Gaetano Piazza - esodato I.P.Z.S, in mobilità ordinaria - ROMA
  186. Giovanni Sanna - accordo individuale e contributore volontario - Samugheo (OR)
  187. Marco Corona - 58 anni, esodato Enel, 40 anni di contributi a dic. 2012, decreto 55.000 - Solarussa (OR)
  188. Giuseppe Coco - esodato ENEL con accordo individuale e Contributore Volontario - Non salvaguardato (40 anni di contributi a Settembre 2014) - Foggia
  189. Salvatore Piscopo - esodato Poste - Napoli?
  190. Enzo Dalla Pria - Esodato il 30/12/2010 a seguito di Accordo Individuale - Venezia
  191. Eduardo Pierno - esodato mobilità ordinaria, dipendente privato - Napoli
  192. Paola Filippelli - classe 1955, in mobilità con accordo collettivo dal 09/04/2008 - Formigine (Mo)
  193. Pietro Chiofi - esodato con accordo individuale (31.12.2009), contributore volontario nel 2010, assunto con contratto a tempo determinato per sei mesi nel 2011, disoccupato da novembre 2011 -  Roma
  194. Cesare De Sarro - esodato Poste - Alessandria
  195. Carlo Filippa - esodato individuale, non salvaguardato - Torino

Nei primi cento giorni, il nuovo governo...

domenica 20.01.2013 21:21


L'On. Lucia Codurelli, parlamentare uscente, membro della commissione lavoro della Camera non si è ricandidata. Nn sarà eletta in Parlamento, ma non lascia la politica.
Ecco cosa, secondo lei dovrebbe fare nei primi 100 giorni il Governo.
Bene le proposte del Pd dei primi cento giorni di Governo in casi di vittoria: dalla Cittadinanza per i figli degli immigrati che nascono in Italia, niente Imu per chi quest'anno ha pagato fino a 500 euro, reintroduzione dei reati di falso in bilancio, autoreciclaggio e voto di scambio, cancellazione delle norme ad personam come la ex Cirielli utile a tagliare i tempi di prescrizione. E poi conflitto di interessi, rappresentanza sindacale, diritto di partecipazione dei lavoratori alle scelte strategiche delle imprese. Condivido in toto le proposte, a partire dalla cittadinanza , al lavoro a tutte, chiedo però al mio partito un impegno preciso, come peraltro Bersani si è impegnato più volte, che nei primi atti, dei primi giorni, ci sia un intervento per la cancellazione della vergogna degli esodati, una nuova categoria che la Fornero e i professori ci lasciano in eredità e Monti oggi senza pudore alcuno si erge a salvatore della Patria ed addirittura si vende come innovatore, fa secie e rabbia perchè è un insulto a chi è stato defraudato completamente dei propri diritti per incapacità totale nel legiferare non conoscendo assolutamente la parte del paese reale a loro non familiare! Promesse al vento ora in campagna elettorale e non invece attuare i decreti previsti, dovere del governo, e dare indicazioni precise all'inps che fa il bello e il cattivo tempo fregandosene dei cittadini che ad oggi non hanno notizie dopo mesi e mesi dalla domanda.

Livorno: Candidati PD incontrano gli esodati


Pd, i candidati Filippi e Rocchi incontrano gli esodati
di redazione
Lunedì 21 Gennaio 2013 13:32
L'INCONTRO FRA I DUE CANDIDATI E GLI ESODATI
L'incontro tra i due candidati e gli esodati
LIVORNO - I candidati del Partito Democratico al Parlamento, Maria Grazia Rocchi e Marco Filippi, hanno incontrato una delegazione del Comitato Lavoratori in Mobilità.
Nell'incontro è stato confermato l'impegno del Partito Democratico sul problema dei cosiddetti Esodati, cioè lavoratrici e lavoratori rimasti senza reddito e senza lavoro dopo l'introduzione della riforma delle pensioni promossa dal Governo Monti.
Il Partito Democratico da subito aveva evidenziato tale criticità e lo stesso Governo Monti aveva promesso di risolvere il problema.
In questi mesi, solo grazie alla battaglia parlamentare del Partito Democratico, sono state trovare soluzioni parziali che hanno salvaguardato 130 mila lavoratori. Su questo fronte il Partito Democratico sollecita il Ministro del Lavoro affinché gli organismi preposti, Direzione Territoriale del Lavoro e INPS, forniscano risposte rapide a tutti i salvaguardati in attesa di vedere riconosciute le loro posizioni.
La questione degli Esodati è per il Partito Democratico una priorità sociale da risolvere con una soluzione chiara e definitiva introducendo elementi di equità attraverso una maggiore gradualità nel sistema pensionistico.
Se ne parla anche qui

giovedì 17 gennaio 2013

Inno - di Gianna Nannini


Ciao,   
Sarà Inno, la nuova canzone di Gianna Nannini, la colonna sonora del PD nella campagna elettorale che si aprirà oggi alle 16.30 all'Ambra Jovinelli di Roma, quando Pier Luigi Bersani incontrerà i giovani che voteranno per la prima volta alle politiche. Segui l'iniziativa in diretta su www.bersani2013.it e su www.youdem.tv.
Clicca sull'immagine per ascoltarla
Condividi con i tuoi amici la canzone che da domani accompagnerà il PD 
a presto,
la redazione
www.bersani2013.it
 
 

mercoledì 16 gennaio 2013

Bersani a Ballarò il 15-01-2013

Bersani a Ballarò il 15-01-2013 (da 1:44:00)
su Esodati (da 1:53:15)

Bersani: Risolveremo il problema degli esodati

Bersani: Risolveremo il problema degli esodati
Il Segretario dei Democratici: «Non è una richiesta della Cgil ma di tutto il PD». Damiano: «La difesa dello stato sociale è il cuore dell' agenda Bersani».
Secca la replica del Premier Monti: «Possibili modifiche, ma non sui saldi»
Bersani: Risolveremo il problema degli esodati
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ROMA - Un Governo presieduto da Pier Luigi Bersani cambierebbe la riforma delle pensioni: lo ha annunciato il leader del Pd, parlando con il Washington Post. «Non è - ha precisato replicando a una domanda sulle pressioni della Cgil in tal senso - una richiesta del sindacato ma del nostro partito, che lo ha abbondantemente chiarito nel corso del dibattito parlamentare».
«Perfino il ministro che ha elaborato la riforma, Elsa Fornero, ha dovuto ammettere che ha delle lacune che hanno creato problemi sociali, che devono essere risolti, perché minaccia di lasciare molti cittadini senza lavoro e senza pensione... Questo dovrà essere risolto», ha ribadito il candidato premier del centrosinistra.
Damiano: La difesa dello stato sociale è il cuore dell' agenda Bersani - «E' positiva la nota del direttore generale dell'Inps, Mauro Nori, nella quale si conferma l'interpretazione dell'istituto di previdenza a proposito degli assegni per la pensione di inabilità civile al 100%. Nella nota, infatti, si specifica che si 'continuerà a far riferimento al reddito personale dell'invalido e pertanto non a quello del nucleo familiare. Si tratta di un importante chiarimento che avevamo richiesto come Pd, perché per noi sarebbe stato inaccettabile far pagare, ancora una volta, alle persone più deboli il prezzo dei tagli alla spesa sociale». Lo ha affermato in una dichiarazione l'ex ministro Pd del Lavoro, Cesare Damiano.
«Del resto - ha detto ancora Damiano - si sarebbe creata una situazione paradossale e di ingiustizia sociale dal momento che per l'invalidità civile parziale non si è mai messo in discussione il principio del reddito individuale cosa che sarebbe stata invece fatta per gli invalidi totali. La difesa dello stato sociale è per noi una priorità ed è centrale nel programma con cui il Pd si candida a governare il paese».
Monti: Possibili modifiche, ma non sui saldi - «Non avrei preclusioni a modificare» la riforma delle pensioni, «ma non vorrei attenuare l'equilibrio di finanza pubblica che porta nel lungo periodo, che è stata la mossa principale a tutela degli italiani». Lo ha detto Mario Monti, durante la registrazione di 'Porta a Porta', commentando le dichiarazioni di Pierluigi Bersani circa la necessità di correggere alcuni aspetti della riforma Fornero.

martedì 1 gennaio 2013

Bersani: «Noi, alleati a economia reale. Monti dica con chi sta»

Bersani: «Noi, alleati a economia reale. Monti dica con chi sta»
Claudio Sardo intervista Pier Luigi Bersani: «L'Italia può cambiare. Le primarie hanno rotto l’inerzia della politica. I leader solitari sono la malattia del paese, non la soluzione»
Claudio Sardo - l'Unità

chiusura Torino 1 news    «Non siamo ancora fuori dalla crisi. Chi lo dice non racconta la verità al Paese. Ma il cambiamento è possibile: e sono convinto che le prossime elezioni daranno impulso alle speranze degli italiani e a un più forte senso civico, che del cambiamento è il carburante necessario». Pier Luigi Bersani si gode in famiglia, nella casa di Piacenza, gli ultimi giorni di riposo prima della dura campagna elettorale.
Il Pd è la lepre, lui è il favorito delle elezioni: la scaramanzia consiglierebbe di tacere. Ma non si può perché competitori e avversari compresi gli ultimi arrivati, Monti e Ingroia fanno la corsa sul segretario del Pd. E perché il vantaggio acquisito non può essere custodito in un forziere, va rimesso in gioco davanti agli elettori: «Abbiamo conquistato questa centralità conviene Bersani per il coraggio mostrato, dopo la caduta di Berlusconi, nel porre gli interessi del Paese davanti a quelli di partito. E, poi, per la volontà di riaprire con le primarie i canali ostruiti della partecipazione democratica. Abbiamo rischiato l’osso del collo. Ma abbiamo cambiato l’inerzia della politica, accendendo una luce nello scenario di rassegnazione in cui ci aveva fatto sprofondare Berlusconi.
«Ora dobbiamo proseguire - dice ancora il segretario del Pd. - Con umiltà e tenacia. Le primarie di questi due giorni sono un`altra grande prova di democrazia e di cambiamento: con i fatti, e non solo con le parole, ci stiamo ribellando alle regole assurde del Porcellum. Ma dobbiamo anche continuare ad affrontare dal basso i problemi e le possibili soluzioni. Non si governa senza popolo. Non si cambia senza popolo. La via elitaria è un`illusione».
Alla luce di quanto è accaduto, rifarebbe ciò che ha fatto nel 2012?
«Rifarei tutto. La destra aveva portato l`Italia sull`orlo del precipizio. Avevamo detto che il populismo avrebbe prodotto disastri, sociali e istituzionali. Ma purtroppo la parabola populista si conclude sempre, amaramente, oltre il punto-limite: dovevamo affrontare una drammatica emergenza interna ed esterna, e non potevamo che farlo così. Il governo Monti ha restituito al Paese la credibilità necessaria per evitare la catastrofe: ma non è stato solo merito di Monti, è stata un`opera collettiva. Del salvataggio del Paese il Pd è diventato un caposaldo: e questo ha mostrato agli italiani la nostra visione e la nostra funzione nazionale».
Sta dicendo che la risalita del PD è cominciata qui?
«Voglio dire che la centralità del Pd si compone oggi di diversi elementi, uno dei quali è la sua dimensione di partito nazionale. Siamo la forza politica in grado di garantire maggiormente il legame tra il Nord e il Sud del Paese, tra i diversi ceti sociali, tra l`Italia e l`Europa. E abbiamo dimostrato che, quando c`è bisogno, sappiamo porre gli interessi dell`Italia davanti ai nostri»
Ha detto che questo è solo uno dei fattori che hanno consentito al Pd di crescere e conquistare un primato, almeno nei sondaggi. Quali sono gli altri?
«Principalmente due. Nonostante il diffuso sfavore verso la politica, i cittadini hanno visto e toccato con mano che siamo un partito nuovo, capace di rinnovarci e di metterci al servizio di istanze civiche. Il populismo ha fallito perché la politica legata a leader personali è destinata inesorabilmente alla sconfitta. Non fa crescere il Paese. I cittadini hanno compreso che nella sfida del Pd c`è uno spazio, un canale nuovo di partecipazione. L`altro fattore positivo per il Pd è stato, e continua ad essere, il nostro collegamento con i progressisti europei e il contributo originale che il Pd porta in questa alleanza internazionale: l`uscita dalla crisi, il cambiamento delle politiche economiche e sociali, la crescente domanda di equità e di uguaglianza, potranno trovare risposta solo in una dimensione internazionale. E tutti sanno che il Pd in quella dimensione c`è, è credibile, ha alleati importanti, e può oggi dare più di altri una mano all`Italia per tornare a crescere».
Ha detto che rifarebbe il governo Monti. Ma dica la verità: si aspettava che Monti sarebbe diventato un leader politico e che avrebbe guidato il Centro in competizione con il Pd?
«Non mi aspettavo questa sua scelta. Quando nacque il governo di emergenza, mi sembrava chiaro che avrebbe mantenuto una neutralità alle successive elezioni. Ma prendo atto della decisione del presidente del Consiglio. Non verrà meno il mio rispetto personale, né la cordialità dei rapporti maturati in questi mesi. Dal momento che si è fatto parte politica, però, intendo porgli questioni politiche».
Quali questioni pone a Monti?
«Anzitutto una questione di fondo. L`esito dei governi Berlusconi è stato negativo sul piano economico e sociale, sul piano culturale e politico, e ha pure indebolito le risorse civiche indispensabili alla ricostruzione. Il populismo italiano ha avuto tratti in comune con quelli europei, ma anche caratteri originali. Su quali forze far leva per il rinnovamento? Noi l`abbiamo detto con chiarezza da tempo. Il Pd riorganizza il campo dei progressisti, aprendosi a nuove forze, e assumendo la moralità e il lavoro come le pietre angolari del programma di riscossa nazionale. Ma, a fronte di un`impresa così grande e di un passaggio storico per l`Europa, è aperto a una collaborazione con tutti coloro che sono disposti a rompere con il populismo e con la destra. Cosa hanno da dire Monti e il Centro? Sono anche loro alternativi al populismo e alla destra? Sono pronti a collaborare con noi per un cambiamento nel segno di un nuovo sviluppo e di una maggiore uguaglianza sociale?».
Monti lascia intendere che con Bersani è disposto a dialogare, ma non vede un terreno d`intesa con Vendola e la Cgil
«Questi discorsi me li aspetto da Berlusconi e dalla Lega, non da Monti. Questa è propaganda. Non abbiamo costruito l`alleanza di centrosinistra in una stanza chiusa. L`abbiamo fatto in mezzo al nostro popolo, con le primarie, con una partecipazione che voleva anche essere una sfida, una reazione al degrado della politica elitaria e personalistica. Quando gli vengono fatte domande di questo tipo, Vendola giustamente risponde: Bersani ha vinto le primarie. Che sono state il suggello di un impegno reciproco, di un progetto trasparente. La mia domanda resta intatta: tocca al Centro dire ora che strada vuole prendere»
Da quelle parti si parla di Agenda Monti e si misurano le differenze sulle famose 25 cartelle. Non teme che la borghesia italiana e gli imprenditori possano, come in altre stagioni, giocare contro il centrosinistra e il suo eventuale governo?
«Penso che molte cose siano cambiate in questi anni. Il fallimento di Berlusconi è di fronte alla borghesia italiana, anche a quella che aveva puntato sulla deregulation della destra e che aveva chiuso l`occhio sulla caduta della legalità. Le imprese hanno vissuto sulla propria pelle la catastrofe politica e la caduta di competitività. Ma non c`è solo questo. Tanti imprenditori hanno capito che la stessa filosofia dell`emergenza, quella che inevitabilmente ha presieduto la stagione dei tecnici, è insufficiente per far risalire l`Italia. Ci vuole una scossa, un`iniezione di fiducia, una spinta che può venire anzitutto dai progressisti europei e dall`America democratica. I soggetti dell`economia reale oggi guardano a noi con speranza, ovviamente anche ponendoci domande esigenti».
 Riuscirà il centrosinistra rispondere positivamente? In Francia c`è una ribellione dei ceto più alti alle politiche di Hollande.
«Possiamo rispondere positivamente perché siamo persone serie, non vendiamo demagogia, e sappiamo che ogni politica di crescita deve partire dalla verità sulla nostra condizione. Il cammino è difficile ma il cambiamento possibile. Per conquistarlo l`equità è necessaria. Una maggiore uguaglianza è vettore di sviluppo: mente chi sostiene il contrario. Chi ha di più, deve dare di più. Ma ciò può avvenire solo se la moralità pubblica e la legalità tornano ad essere il nostro habitat. Anche i diritti sono condizione di fiducia, di speranza collettiva: la lotta alle mafie, la cittadinanza per i bambini nati in Italia, i diritti delle coppie omosessuali, i diritti dei lavoratori, la parità effettiva riconosciuta alle donne...»
Lei ripete: moralità e lavoro. Ma è plausibile un piano per il lavoro, cioè un rilancio vero dell`occupazione, o è soltanto un auspicio legato a dinamiche di mercato che la politica non controlla più?
«Il lavoro è la parola che riassume il progetto necessario del futuro governo. Non è un auspicio. È un patto con le forze dell`economia reale. Che nel nostro Paese, per fortuna, ci sono e chiedono finalmente una politica che sappia occuparsi di loro. In questi anni si è smarrito il ruolo del pubblico nel sostegno all`economia reale. Si può, si deve puntare sulla qualità dell`innovazione, sulla green economy, sulle medie imprese che hanno una proiezione internazionale. Si devono usare gli strumenti fiscali e le leve della ricerca per aiutare chi crea lavoro e chi scommette su prodotti nuovi, a più elevato valore. Si deve potenziare la scuola e si devono usare politiche pubbliche per le infrastrutture, comprese quelle tecnologiche. Occorre tornare a valorizzare l`abitare. Avremo la campagna elettorale per chiarire ogni punto. Voglio dire però, a chi usa ancora troppa ideologia, che la coesione sociale è anch`essa un fattore di sviluppo».
Sta parlando della concertazione, accantonata da Monti?
«Il tema non è se e come uscire dalla concertazione. La questione è più concreta: se, ad esempio, bisogna spostare una parte della contrattazione a livello aziendale, per legarla ai risultati d`impresa, allora è necessario anche fissare regole certe sulla rappresentanza dei lavoratori. Non siamo la Germania, dove i sindacati sono nei consigli di amministrazione delle grandi imprese, ma senza regole sulla rappresentanza, non ci sarà una vera, efficace contrattazione in azienda».
La competizione con il nuovo Centro è cominciata.
«Noi siamo alternativi alla destra e ai populismi. Con chi condivide questa scelta di fondo, siamo pronti a discutere. Ma nello spirito del dialogo e del confronto, voglio dire a Monti che ci sono anche questioni di metodo da affrontare. La prima riguarda il rigore istituzionale. Ho preso atto del suo rapido passaggio da una condizione super partes ad una scelta di campo esplicita, in concorrenza con noi. Ma una cosa voglio dirla: non si utilizzino figure istituzionali per ruoli di partito. Che Enrico Bondi, chiamato dal governo come consulente per la Spending review, venga ora usato per scrutinare le candidature nella lista Monti mi pare una sgrammaticatura istituzionale piuttosto seria, e non accettabile. Il Pd ha dimostrato la sua coerenza quando ha detto: non candideremo ministri di questo governo, essendo chiaro che chi ha operato bene potrà sempre essere utile al Paese»
Ci sono altre domande a Monti?
«Cos`è nuovo e cos`è vecchio per il polo che sta nascendo al Centro? Dà l`impressione di sfidare gli altri sull`innovazione, ma chiedo: non rischia di riprodurre lo schema vecchio del partito costruito attorno a un nome e di una rappresentanza parlamentare di nominati? Con tutto il rispetto per i singoli, penso che questa procedura sia una causa non secondaria della crisi italiana. Il populismo si combatte con il coraggio di ricostruire canali democratici, con la fiducia verso la società organizzata, verso il civismo dei corpi intermedi. Da qui un`altra domanda amichevole a Monti: si vuole superare il bipolarismo? Se no, da che parte ci si mette? Il suo progetto di lungo periodo è formare una forza legata al Ppe, dunque potenzialmente antagonista ai progressisti? E se è così cosa dice del fatto che nel Ppe, accanto alla signora Merkel, c`è il populista Orban? Senza dimenticare Berlusconi...»
Il sostegno delle gerarchie cattoliche al progetto di Monti cambiano qualcosa nel rapporto tra il Pd e i credenti?
«Da laico adulto sono convinto che la Chiesa ha il diritto-dovere di esprimere i propri giudizi sulla società nella quale vive e testimonia la fede. Sinceramente sono rimasto colpito dall`esposizione di questi ultimi giorni delle gerarchie nella quotidianità della vicenda politica. In ogni caso, non cambia nulla nell`identità del Pd come partito di credenti e non credenti che si battono per un cambiamento nel sognò della solidarietà e dell`equità sociale. Del resto, anche sui temi eticamente sensibili, abbiamo prodotto dopo un anno di lavoro un documento che tiene insieme i diritti civili con la ricerca di un umanesimo condiviso. E vedo che per ora nel documento di Monti non c`è neppure una parola. Forse è più difficile tenere insieme Riccardi e Montezemolo che non Bersani e Vendola»
C`è anche un nuovo sfidante. Il quarto, o quinto, polo di Antonio Ingroia. Che si è candidato premier polemizzando con Bersani perché si è rifiutato di rispondergli al telefono.
«Io non ho rifiutato nulla. Sono abituato a dialogare con chi vuole davvero dialogare con me. Non è così quando le chiamate pubbliche sono fatte solo per marcare un posizionamento o per fare della propaganda. La proposta dei progressisti è nata in un confronto popolare, non ad un tavolo di oligarchi, ed è stata confermata alle primarie. Da qui si parte e non torniamo indietro. E nessuno si azzardi a dire che la nostra voglia di combattere la mafia ha qualche riserva. La scelta compiuta da Pietro Grasso e le parole nette che ha pronunciato, comprese quelle sulle dimissioni dalla magistratura, sono un segno inequivocabile della nostra determinazione e anche del nostro rispetto per le istituzioni».
Alternativi a Berlusconi e alla destra. Non teme che Monti proverà a rubare al Pd la scena come antagonista del Cavaliere?
«Nessun cittadino italiano dubita del fatto che ogni prospettiva di cambiamento, dopo il fallimento di Berlusconi, ha nel Pd la forza decisiva. Il problema semmai è quanto Berlusconi riuscirà ancora a condizionare l`evoluzione politica. Oggi la destra si trova nelle retrovie culturali e politiche, dopo la sconfitta dei suoi governi e dopo il blocco operato da Berlusconi su ogni ipotesi di rinnovamento interno. Il cambiamento di domani non potrà che vedere la destra fuori da responsabilità di governo. Speriamo che altre forze liberali e democratiche sappiano invece assumersi un impegno di tipo costituente, in nome del bene comune degli italiani».