domenica 11 novembre 2012

Il comitato Esodati per Bersani incontra Bersani e Baretta

Non abbiamo dato notizie prima perché la trattativa con il Governo era ancora in corso, Baretta dopo l'incontro è scappato alla Camera per questo motivo, e qualsiasi fuoriuscita di notizie avrebbe potuto influire negativamente sulla stessa.
Adesso possiamo rendere pubbliche le questioni e fare un resoconto, completo di dichiarazioni e foto.



Sintesi dell'incontro di ieri mattina
Con il governo si sta discutendo prima di tutto sulle coperture economiche. L'accordo dovrebbe essere raggiunto sulla base della costituzione di un Fondo che abbia come limite temporale la risoluzione completa della nostra questione, quindi aperto e rifinanziabile.

Nel fondo confluirebbero, oltre i 100 milioni già stanziati, i risparmi sui 9 miliardi stanziati per la copertura dei primi 120000 (e pare che ce ne siano prima di tutto perchè i 9 miliardi sono stanziati fino al 2019). Inoltre ci sarebbe una norma di salvaguardia che andrebbe ad incidere sui redditi alti.
Il fondo non farebbe riferimento a "numeri limite" di persone da salvaguardare (65000/55000/10000).

Noi abbiamo proposto di utilizzare anche i soldi risparmiati sulle pensioni anticipate per io lavori usuranti (dovevano essere 6000 domande ne sono arrivate 930. Il risparmio è quantificabile intorno ai 3 miliardi di euro).

Se passasse il fondo significherebbe togliere al Governo, e a tutti quelli che ci stanno contrastando, l'alibi della "copertura economica" e riportare il nostro tema nel suo ambito, cioè quello del rispetto dei diritti delle persone e della giustizia sociale. Eliminerebbe anche, una volta per tutte, la lotteria dei numeri.

Il limite temporale del fondo garantirebbe e darebbe tranquillità anche a chi matura il diritto più avanti negli anni. Naturalmente, una volta costituito il fondo, si tratterebbe di stabilirne i requisiti per l'accesso.

Questo sarà il tema del nostro prossimo appuntamento il 19 con Cesare Damiano. Per quella data avremo, infatti, le risultanze della legge di stabilità, alla Camera si dovrebbe chiudere giovedì (in aula cercheremo di esserci). Sulla base dei risultati della legge di stabilità porremo a Damiano i quesiti mirati sulla salvaguardia futura, come sapete nell'immediato si cerca di porre rimedio alle situazioni 2013/2014.

Vi preghiamo di valutare bene la questione, il fondo rappresenta la base sulla quale costruire il proseguimento della nostra battaglia e non va sottovalutato, soprattutto perchè non sarebbe più un elemosina assistenziale ma uno strumento che qualsiasi governo futuro può utilizzare per la risoluzione del problema esodati.
 
Il testo approvato dalla Commissione Bilancio 



ART. 8
Sostituire il comma 11 con i seguenti:
11. Le disposizioni di salvaguardia di cui all’articolo 24, comma 14, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, e successive modificazioni, in materia di requisiti di accesso e di regime delle decorrenze vigenti prima della data di entrata in vigore del predetto decreto-legge n. 201 del 2011, si applicano anche ai seguenti lavoratori che maturano i requisiti per il pensionamento successivamente al 31 dicembre 2011:
a) ai lavoratori cessati dal rapporto di lavoro entro il 30 settembre 2012 e collocati in mobilità ordinaria o in deroga a seguito di accordi governativi o non governativi, stipulati entro il 31 dicembre 2011 e che abbiano perfezionato i requisiti utili al trattamento pensionistico entro il 31 dicembre 2014;
b) ai lavoratori autorizzati alla prosecuzione volontaria della contribuzione entro il 31 dicembre 2011, ancorché abbiano svolto qualsiasi attività, non riconducibile a rapporto di lavoro dipendente a tempo indeterminato dopo l’autorizzazione alla prosecuzione volontaria, a condizione che:
1) abbiano conseguito un reddito annuo lordo complessivo riferito a tali attività non superiore a euro 7.500;
2) perfezionino i requisiti utili a comportare la decorrenza del trattamento pensionistico entro il 31 dicembre 2014;
c) ai lavoratori che hanno risolto il rapporto di lavoro entro il 30 giugno 2012, in ragione di accordi individuali sottoscritti anche ai sensi degli articoli 410, 411 e 412 del codice di procedura civile ovvero in applicazione di accordi collettivi di incentivo all’esodo stipulati dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative a livello nazionale entro il 31 dicembre 2011, ancorché abbiano svolto, dopo la cessazione, qualsiasi attività non riconducibile a rapporto di lavoro dipendente a tempo indeterminato, a condizione che:
  1) abbiano conseguito un reddito annuo lordo complessivo riferito a tali attività non superiore a euro 7.500. In caso di cessazione infrannuale tale importo è rapportato ai mesi lavorati;
  2) perfezionino i requisiti utili a comportare la decorrenza del trattamento pensionistico entro il 31 dicembre 2014;
d) ai lavoratori licenziati, entro il 31 dicembre 2011, anche in conseguenza di fallimento o di altra procedura concorsuale nonché di cessazione dell’attività dell’impresa, purché privi di occupazione, che non rientrino nei casi di cui alla lettera b) e maturino il diritto a pensione sulla base delle previgenti regole entro i successivi 24 mesi.
11-bis. Con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, da adottare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono definite le modalità di attuazione delle disposizioni di cui al comma 11.
11-ter. L'INPS provvede al monitoraggio delle domande di pensionamento inoltrate dai lavoratori di cui alla presente disposizione che intendono avvalersi dei requisiti di accesso e del regime delle decorrenze vigenti prima della data di entrata in vigore citato decreto-legge n. 201 del 2011 sulla base:
a) per i lavoratori collocati in mobilità ordinaria o in deroga, della data di cessazione del rapporto di lavoro;
b) della data di cessazione del rapporto di lavoro precedente l’autorizzazione ai versamenti volontari;
c) della data di cessazione del rapporto di lavoro in ragione di accordi di cui alla lettera c) del comma 11.
11-quater. Al finanziamento degli interventi di salvaguardia di cui da 11 a 11-ter si provvede con 100 milioni di euro per l’anno 2013, nonché attraverso le economie derivanti dall’applicazione delle disposizioni di cui al comma 11-quinques.
11-quinquies. Qualora in sede di monitoraggio dell’attuazione dei decreti ministeriali del 1° giugno 2012 e del 5 ottobre 2012 attuativi delle disposizioni di cui agli articoli 24, commi 14 e 15, del decreto legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, 6, comma 2-ter, del decreto legge 29 dicembre 2011, n. 216, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 febbraio 2012, n. 14, e 22 del decreto legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, e del decreto ministeriale di cui al comma 11-bis vengano accertate a consuntivo eventuali economie aventi carattere pluriennale rispetto agli oneri programmati a legislazione vigente per l’attuazione dei predetti decreti ministeriali e pari, ai sensi del comma 15 dell’articolo 24 del citato decreto-legge n. 201 del 2011, dell’articolo 22 del citato decreto-legge n. 95 del 2012 e del comma 11-quater, complessivamente a 309 milioni di euro per l’anno 2013, 959 milioni di euro per l’anno 2014, 1.765 milioni di euro per l’anno 2015, 2.377 milioni di euro per l’anno 2016, 2.256 milioni di euro per l’anno 2017, 1.480 milioni di euro per l’anno 2018, 583 milioni di euro per l’anno 2019 e 45 milioni di euro per l’anno 2020, tali economie sono destinate ad alimentare le risorse di cui al comma 11-quater. L’accertamento delle eventuali economie è effettuato annualmente con il procedimento di cui all'articolo 14 della legge 7 agosto 1990, n. 241. Con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze è disposta la conseguente integrazione delle risorse di cui al comma 11-quater operando le occorrenti variazioni di bilancio.
11-sexsies. Entro il 30 settembre 2013 il Governo, sulla base dei dati forniti dall’INPS, provvede a monitorare gli esiti dell’attuazione, anche in termini finanziari, delle disposizioni di cui ai commi da 11 a 11-quinquies. Qualora l’esito di tale monitoraggio riveli l’insufficienza delle risorse individuate ai sensi del comma 11-quater al fine di consentire l’accesso al sistema pensionistico delle platee di lavoratori richiamati dal comma 11, entro i successivi 30 giorni, con decreto di natura non regolamentare del Presidente del Consiglio dei ministri, di concerto con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali e con il Ministro dell'economia e delle finanze, si provvede ad individuare le necessarie risorse aggiuntive, a tal fine rimodulando nella misura necessaria l’indice di rivalutazione automatica dei trattamenti pensionistici di importo più elevato indicati dal medesimo decreto.

11-septies. Ogni sei mesi, a far data dalla data di entrata in vigore della presente legge, il Governo verifica con le parti sociali la situazione dei lavoratori di cui al comma 11, al fine di individuare idonee misure di tutela, ivi compresi gli strumenti delle politiche attive del lavoro.
A tal fine è istituito un Fondo di salvaguardia, nel quale confluiscono le eventuali risorse non utilizzate in applicazione delle vigenti disposizioni in materia di salvaguardia.
8.500. I Relatori.


 

sabato 10 novembre 2012

Confronto tra i candidati alle primarie lunedì 12-11-2012

Primarie, arriva confronto tv
Podi all'americana e countdown...

Ecco come sarà strutturato il confronto tra i candidati alle primarie del centrosinistra, che si terrà lunedì sera alle 20 e 30...
scheda primarie pd9 novembre 2012
Cinque podi «personali» all’americana, risposte di 1 minuto e 30 secondi, scandite da un countdown, possibilità di replica e qualche domanda anche dal pubblico. Sarà strutturato così il confronto tra i candidati alle primarie del centrosinistra, che si terrà lunedì sera alle 20 e 30.
Ieri nella sede della televisione all news c’è stato l’incontro tra i portavoce di Pier Luigi Bersani, Matteo Renzi, Nichi Vendola, Laura Puppato, Bruno Tabacci. A moderare in studio sarà Gianluca Semprini, uno dei volti storici della testata e conduttore del programma. A lui il compito di «arbitrare» il dibattito, garantendo il rispetto delle 13 regole fissate e condivise dai contendenti.
Ecco i punti condivisi, resi noti da Sky: 1. Il conduttore presenta la «carta d’identità» dei candidati; 2. Il conduttore illustra le regole del confronto; 3. I candidati sono in piedi di fronte a un podio personale con leggio trasparente e potranno muoversi verso il pubblico; 4. La posizione dei posti in studio e l'ordine delle risposte è stabilita da un sorteggio; 5. Il tempo di risposta è uguale per tutti i candidati; 6. Ogni risposta potrà avere durata massima di 1 minuto e 30 secondi; 7. Sono previste anche «domande veloci» con risposte di durata massima di 1 minuto; 8. In caso di replica, esplicitamente richiesta da uno dei candidati, il tempo a disposizione è di 1 minuto come per l’eventuale contro-replica. Ogni candidato può richiedere un massimo di tre repliche; 9. Durante l’appello finale il candidato non potrà citare gli altri partecipanti. Qualora lo facesse, gli altri avranno la facoltà di chiedere 1 minuto di replica che verrà concesso a giudizio del conduttore; 10. Sono previste domande «in comune» e domande rivolte a un singolo partecipante; 11. Ogni partecipante ha diritto a un uguale, numero di posti nel pubblico in studio per i propri sostenitori; 12. Ogni comitato sostenitore indicherà una persona nel pubblico che potrà rivolgere una domanda indirizzata ad un candidato definito da sorteggio; 13. In studio sarà presente un orologio, che scandirà il countdown, visibile ai telespettatori.
Al conduttore spetta il compito di predisporre con la redazione le domande, richiamare i candidati al rispetto della pertinenza della risposta alla domanda, chiedere chiarimenti sulle singole risposte fornite, assicurare che, all'interno di ciascun argomento trattato, i tempi globalmente attribuiti a ciascun candidato siano gli stessi. Il programma, sarà visibile in streaming su sky.it e su Cielo, il canale nazionale in chiaro presente sia su satellite (canale 126 del bouquet Sky) sia su digitale terrestre (canale 26) sia sulla piattaforma Tivusat (posizione 19). Attraverso Sky Go, il dibattito potrà essere seguito in simulcast anche sui principali smartphone, tablet e su computer Mac e Pc.
 

venerdì 9 novembre 2012

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Venerdì 9 novembre Bersani a Milano

Venerdì 9 novembre Bersani a Milano
bersani reggio emilia  2012  bersani reggio emilia  2012

Venerdì 9 novembre Pier Luigi Bersani, candidato alle primarie di coalizione del centro sinistra sarà a Milano per alcuni incontri pubblici sui temi del lavoro e della legalità. Alle 14.00 a Garbagnate Bersani visiterà alcuni locali confiscati alla mafia. Alle 15.30 il segretario del Pd farà visita al Politecnico di Milano Bovisa dove incontrerà studenti e giovani imprenditori della start up “Acceleratore d’impresa”, mentre alle 17.00 a Milano in corso Magenta, Bersani parteciperà al convegno dal titolo: “Fare democrazia, uguaglianza etica lavoro”. L'incontro sarà trasmesso in streaming sul sito www.bersani2013.it e ritrasmesso su www.youdem.it. La giornata milanese si chiuderà alle 20.30 alla “cena popolare” con i militanti e i comitati presso la Fabbrica del vapore, in via Procaccini,4.

mercoledì 7 novembre 2012

Gli esodati di Torino lo dicono a Bersani

Intervento del Comitato Lavoratori in Mobilità ma senza pensione all'incontro pubblico di Pier Luigi Bersani (PD) di Lunedi 5 Novembre, ore 21:00 a Torino
Lunedi 5 Novembre, ore 21:00, Via Andreis 18/28 - Torino , presso il "Sermig-Laboratorio delle Idee" di Torino, si è svolto un incontro pubblico di Pier Luigi Bersani per le primarie del Centrosinistra.
Hanno preso la parola Piero Fassino (sindaco di Torino), Antonio Saitta (presidente provincia di Torino), i segretari regionali di CGIL (Alberto TOMASSO), CISL (Giovann Ventura) e UIL (Gianni Cortese).
Alla manifestazione era presente un delegazione del nostro comitato.
Prima di Bersani ha parlato Luigi Costanzo del coordinamento del comitato “Lavoratori in Mobilità ma Senza Pensione” di Torino.
 
Ecco il testo integrale.
Una nuova categoria d’Italiani: "Gli Esodati"
Siamo qui per parlare della disperazione delle famiglie e delle persone che si sono trovate senza lavoro e senza pensione.
Il "Comitato Lavoratori in Mobilità ma Senza Pensione" è apartitico ed è nato a Torino il 4/11/2011 con il sostegno di CGIL, CISL, UIL; la nostra presenza qui stasera è uno dei tanti tentativi di coinvolgere la politica su un argomento di sicura competenza dei partiti candidati alle prossime elezioni. Questi interventi sono programmati anche nei confronti di altri partiti sensibili a queste tematiche.
Al nostro Comitato, aderiscono più di 800 persone e stimiamo che la platea degli esodati nella nostra regione sia intorno alle 10.000 unità.
Dopo aver dato questi dati non vorrei dilungarmi sulle motivazioni che hanno portato il Governo Monti a generare questa nuova categoria di persone, gli ESODATI;
Cercare di risanare l’economia dello Stato recuperando risorse soprattutto tra le classi meno abbienti e popolari, che hanno il difetto di essere numerose e indifese, è stato sicuramente  più facile e conveniente.
Ovviamente nei confronti di banche, evasori, esportatori di capitali, “casta” politica con tutti i suoi sprechi, il governo non interviene, timoroso di una reazione che potrebbe travolgerlo.
Una così fatta normativa produrrà tra non molti anni, lavoratori che entreranno in attività sempre più tardi, con contratti sempre più aleatori, e illegali, con stipendi sempre più bassi e costoro si ritroveranno a circa 70 anni con pensioni decurtate del 50% rispetto a salari già bassi.
Magari a quest’età le aziende si accorgeranno di non aver più bisogno di queste persone e troveranno il modo di incentivarne l’uscita generando ancora e di nuovo dei nuovi esodati; quindi prima considerazione: bisogna interrompere questa spirale, dobbiamo azzerare al più presto questo fenomeno non possiamo e non vogliamo dar vita ad una nuova confederazione sindacale: Unione Esodati Italiani.  
Noi Esodati siamo Persone: non più lavoratori, ma non ancora pensionati.
Il tradimento è stato consumato non solo dall’attuale governo Monti Fornero ma anche dal precedente Berlusconi Tremonti con la legge 122/2010 : la madre di tutti i guai.
Oggi speriamo di mettere in moto una riflessione sui danni e sui drammi che si stanno consumando. E la cosa sconvolgente è che
Dalle risposte che otteniamo, deduciamo che le autorità, anche dandoci ragione, non hanno assolutamente previsto prima e non vogliono vedere ora quale sarà lo scenario sociale futuro
La logica prevalente è stata ed è  unicamente quella economica
Se ci sono i soldi, si rispettano gli accordi, se non ci sono si ignorano e basta.
Ma quale Stato di diritto può permettersi una simile condotta?
Tutta la legislazione prodotta di recente sull’argomento sta cercando di recuperare gli errori fatti, ma quando sentiamo dai politici e dai media, che si stanno salvaguardando gli esodati, noi sappiamo che non è così, ci sono norme che non prevedono tutti i casi, mentre quelli  previsti risolveranno il problema solo in parte e a caro prezzo per i singoli lavoratori.
Si continua ostinatamente a subordinare il diritto alle compatibilità economiche e alle risorse.
Dai contenuti delle discussioni di commissione si evince che:
1)    Si sta cercando di garantire un sussidio e non un diritto.
2)   La legge 122 Tremonti, primo tradimento, non viene assolutamente messa in discussione. Questo senza tener conto del danno di decine di migliaia di Euro a carico di ciascun lavoratore.
3)   Questo ipotetico sussidio continua ad essere subordinato alle disponibilità Finanziarie, quando le stesse erano già state garantite al momento    dell’avvio delle mobilità e degli esodi. Dove sono finite queste risorse stanziate allora?
4)   Non si stanno abolendo le quote numeriche mantenendo di conseguenza le
discriminazioni in atto. Basta con le lotterie, Basta con i lacci e i lacciuoli con lo scopo di far rientrare più persone nella Schindler's List.
Si stabiliscono quote di lavoratori salvaguardati che nelle stesse condizioni normative avranno a volte riconosciuta la pensione e altre volte  no, solo in 65000 e poi 55000, e gli altri? Mancano all’appello altri 270000!  Il ministro ha già dichiarato di non volersene occupare e di rimandare il problema al prossimo governo …. E se il prossimo governo sarete voi?  Cosa farete?   Come pensate di affrontare il problema?
Il motivo principale della nostra presenza qui questa sera è di sapere in anticipo cosa metterete in programma, vi chiediamo di compromettervi prima del voto, di essere espliciti .
Potrei parlare ancora sulla retroattività delle riforme Tremonti/Fornero;
Sul fatto che guai a ricominciare a lavorare infatti noi siamo condannati a non lavorare per non vedersi ridotta la cifra di pensione e il tempo di maturazione.
Potrei parlare sulla lentezza legislativa basti solo pensare che il DDL sulla 5/bis per il 2012 è passato ad Ottobre e ancora non sono stati emanati i Decreti Attuativi mentre le persone sono senza soldi  da gennaio.
Per non toccare il mondo INPS dove la confusione regna sovrana, dove i dipendenti non sono stati minimamente preparati a dare risposte, anzi si assiste al paradosso che i lavoratori che si rivolgono ai loro sportelli vengono mandati presso i padronati per avere più informazioni. 
Ma permettetemi ancora una considerazione anche se sembra avviata oggi a soluzione:
Colpire le famiglie di disabili è inaccettabile
Pare che tra i lavoratori esodati o in mobilità il governo stimi di salvaguardare solo 150 di loro.  Questi lavoratori, queste famiglie colpite già profondamente da una disgrazia immane devono anche loro contribuire pesantemente a risollevare l’Italia ritardando la loro pensione
Ma su questo argomento il governo continua a dimostrare un accanimento recidivo, e mi riferisco alla vicenda dell’abolizione dei sostegni ai malati di SLA che recentemente per farsi sentire devono fare lo sciopero della fame. 
I BARBARI erano più civili!!
Per Finire: Cosa ci aspettiamo
Intanto ci aspettiamo che con una nuova stagione politica si metta nuovamente in risalto il diritto.
Che la Proposta di legge di Cesare Damiano 5103 ora in stand by ma riportata quasi interamente nell’art.8 nella legge di stabilità in discussione, passi senza altri vincoli o emendamenti riduttivi e qui ti chiediamo, ti chiedo un preciso impegno da parte tua e del partito, per una rivisitazione radicale.
La 5103 era per noi esodati un’ancora di salvezza che ci siamo visti sfumare sotto gli occhi, malgrado per noi fosse ancora insufficiente.
Fate in modo che si garantiscano le persone innanzitutto, si studino forme per una vera salvaguardia complessiva.
Via l’applicazione retroattiva, via i tetti numerici, via lo spostamento dei termini.
Proponiamo un cambio di metodo:
Prima si riconosca il diritto a tutti ad una pensione nei tempi giusti previsti dagli accordi, poi l’erogazione anche in forme diverse degli importi anche eventualmente differiti e rateizzati, mantenendo però  i saldi finali per i lavoratori.
Manteniamo soprattutto il diritto per tutti di veder applicate le condizioni vigenti al momento della firma degli accordi.
Penso e pensiamo d’avervi dato una sintesi dei grossi e immani problemi che affliggono le famiglie di alcuni lavoratori: allo Sportello Esodati non vogliamo più vedere gente di 60 anni che si mette a  piangere o va in escandescenza pensando di fare gesti inconsulti.

Bersani: “solidarietà e concretezza”

Bersani: “solidarietà e concretezza”. Una serata al Sermig di Torino per dare credibilità alla politica.
-Vito D'Ambrosio- 6 novembre 2012- “Sostengo che le foglie nuove hanno bisogno delle radici”. Così Bersani sintetizza e conclude il suo intervento all’ Arsenale della Pace a Torino. Sono passate da un po’ le undici di lunedì sera quando la bersaniana metafora si spiega così: le radici, cui allude il segretario del Partito Democratico, sono quelle della “della solidarietà” senza la quale non si va da nessuna parte.
L’appuntamento all’arsenale del Sermig è ultimo di un lungo lunedì di incontri. “È stata una formazione profonda per vedere dove sono i problemi”. Casale Monferrato con la sua lunga e dolorosa battaglia per avere giustizia sulla vicenda Eternit. E Alessandria in quasi ‘bancarotta’ che, dice Bersani, è “il paradigma di un tema nazionale: come mandare a rischio una nazione o un comune”. E ancora: i diritti affrontati alla ‘Fabbrica delle E’ del Gruppo Abele attraverso l’ iniziativa della Fondazione “Benvenuti in Italia” insieme a Ignazio Marino dove, dice Bersani, “ha incontrato energie di giovani e persone disponibili all’impegno”.
Per parte sua l’impegno che si è dato è di rimettere “in moto la fiducia nella politica”. La sua parola magica è concretezza. “Abbiamo fatto bene a fare le primarie, esordisce Bersani, e farle aperte. Vogliamo dare l’idea di una politica che ha in testa l’Italia, il Partito Democratico e le persone”: Di questo vuole occuparsi il segretario democratico partendo anche dall’uso dei termini: concorrenti e non avversari”.
Lavoro, sviluppo e risposte per combattere la crisi. Questi i temi scelti. Questa la linea di confronto tra Pier Luigi Bersani e i segretari regionali della Cgil, Alberto Tomasso, della Cisl, Giovanna Ventura, Uil Gianni Cortese e il rappresentate del Comitato Esodati di Torino, Luigi Costanzo. Per tutti la richiesta è di mettere in campo risorse e politiche adeguate. Compiere scelte che mettano il lavoro in condizione di “ripartire” attraverso “politiche creditizie adeguate”. Sugli esodati, infine, Costanzo chiede impegni precisi per sanare questa ferita sociale perché “La logica prevalente è solo quella economica. Non è vero che si stanno salvaguardando gli esodati: non ci sono norme che vanno in questa direzione”. Luigi Costanzo chiede al segretario del PD, concrete risposte affinché si risponda al problema con “diritti e non con sussidi”.

Bersani non da risposte concrete perché “non facciamo miracoli”. Parla piuttosto di criteri. Di metodo. Dice che sa bene che il Governo Monti ha delle criticità. Per gli esodati occorre definire dei criteri e “Creare un fondo che via via risolva questa situazione”. Un riordino della amministrazioni pubbliche è auspicabile: “adesso è tutto un pasticcio”. E sulla scuola vale lo stesso pensiero: “dobbiamo fermarci a pensare”. Secondo Bersani “è proprio adesso che abbiamo bisogno di una scuola ben organizzata” pensando al futuro. Al netto delle criticità di questo Governo “Va preservato il tratto di autorevolezza aumentando equità e giustizia”.

Bersani invita guardare il 2013. È il suo cruccio. “sarà un anno difficile e qui a Torino e nel Piemonte è ancora più evidente”. I dati economici stanno a dirlo e le incertezze sul destino dell’industria automobilistica amplificano questa realtà futura. Per l’Italia il quadro è fosco. “Abbiamo perso 20 punti di produzione industriale. L’edilizia è in crisi e il commercio pure. Qualche spiraglio lo vediamo in agricoltura. È il momento di parlare di lavoro. Quello concreto: del lavoratore e di chi investe per dare lavoro. Il lavoro è per noi l’interlocutore numero uno”. Quindi elenca alcune strade da percorrere: politiche fiscali per le imprese che investono, cuneo fiscale a vantaggio del lavoratore. In tema di politiche industriali sollecita la politica a sviluppare “un approfondimento serio sull’auto e su tutto il resto”.

Infine il tema elettorale. Occorre combattere le spinte populiste e demagogiche che Bersani vede nel Movimento Cinque Stelle ma non solo. Del Movimento di Grillo dice che “è nato su domande che interrogano anche noi: sobrietà, ambiente, rete” ma, aggiunge il segretario del PD, “su questo si è montata una rabbia generica”. Avverte che “non basta la protesta serve anche un governo di cambiamento”.

E infine per sottolineare il senso della proposta Democratica e del Centro sinistra formato da SEL e socialisti, Bersani afferma che “chiede il voto per una alternativa al sistema che ci ha guidato in questi venti anni”. Di più. Proprio per segnalare la necessità di uscire dai personalismi afferma: “Io non chiedo di piacervi ma di essere creduto perché vi dico le cose come sono: basta effetti speciali”.

Forse, questa sera almeno nel Centro Sinistra, è tramontata l’era di ‘I care’, del faccione di Francesco Rutelli sui manifesti elettorali e della politica personalizzata. Forse è finita la stagione di veri o presunti leader che hanno confuso il ruolo di rappresentante dei propri elettori con quello del padrone della nave. Magari adesso si può iniziare a parlare di politica e del futuro di questo Paese. Se così sarà questa sera Bersani ha fatto ‘Un piccolo discorso ma un grande passo in avanti per l’Italia’ diversamente sarà un bel problema per tutti.